La nostra memoria ci porta a Giuseppe Ceste, già produttore di vino, soprattutto di Barbera. A quel tempo, le aziende si misuravano in giornate piemontesi ed i vini in brente. I lavori di vigna erano manuali ed il bue era la forza per dissodare i terreni. Costruisce la nuova casa con cantina più ampia ed una nuova stalla per i buoi.
Con grandi sacrifici l’azienda inizia ad espandersi ed i vini arrivano a Torino, dove, nel 1927, arriva la prima medaglia d’oro a coronare tanta fatica.
giuseppe Ceste (1871-1927 )
Guido Ceste, ancora ragazzo, prende le redini della famiglia e porta avanti l’azienda che continua a crescere superando il momento difficile della guerra. Aumenta la produzione di Dolcetto e Nebbiolo che prendevano sempre maggiore prestigio tra i vini albesi. Per lui il vino era comunque solo di colore rosso. Abbandona l’uso dei buoi a metà anni ’60, quando arriva il primo trattore.
Guido Ceste (1912-1986)
FRANCO CESTE:
L'inizio di una nuova era
Franco verso la fine degli anni ’60, terminati gli studi presso l’istituto professionale di Alessandria, affiancò il padre Guido nell’attività di produttore vinicolo. Guido spiccava fra i produttori di vino più rinomati della zona. Il giovane Franco in pochi anni acquistò diverse terre e vi impiantò i vigneti che sono ancora oggi il fulcro della produzione.
Con impegno, costanza e dedizione si dedicò alla produzione, quando ancora le distanze chilometriche erano barriere e freno allo sviluppo delle comunicazioni. Partì allargando i propri orizzonti e iniziò a promuovere i suoi vini dapprima in tutto il Piemonte e poi sempre più lontano, fino al di fuori dei confini nazionali. A partire dai primi anni ’90 si consolidarono le basi per l’attività di export, si ampliò la varietà di vitigni introducendo varietà non autoctone, si sperimentarono innesti e vendemmie tardive, arrivando fino ai giorni nostri, con una produzione fedele alla più antica tradizione locale.
FRANCO CESTE(1944-2019)
franco e gemma
Chi degusta i vini della Cantina Ceste rimarrà sorpreso dalla maestosità e dalla sontuosità della Barbera d’Alba. Il vigneto storico è la “Sposabella”. Raccolta a maturazione avanzata, pressata dolcemente e imbottigliata ancora giovane così come vuole la tradizione: fine, elegante, profumata di petali di rosa ed eccezionalmente morbida al palato. Ma le emozioni gustative non si fermano qui e, come un continuo divenire, accrescono a mano a mano che si degustano i grandi rossi, frutto di una scrupolosa selezione dell’uva in vigna, di una sapiente vinificazione e di una lenta maturazione in botti di rovere.
Oggi presso la Cantina Ceste si degusta un’ampia gamma di vini. Barbera d’Alba e Nebbiolo d’Alba entrambi in più tipologie, sono stati affiancati da Barolo e Barbaresco. A questi si sono aggiunti dal 2001, il prestigioso Langhe DOC “Tubleu”, frutto del sapiente assemblaggio di uva Merlot, Cabernet Sauvignon, e Barbera coltivati e vinificati direttamente in azienda.
Lo stesso impegno viene dedicato alla produzione dei bianchi, primo di tutti l’Arneis con tre denominazioni differenti. Altro fiore all’occhiello della Cantina Ceste è il vino da uve stramature “Gemma di Sole”.
Rispetto per la tradizione, ma con un occhio di riguardo e una particolare attenzione al futuro, soprattutto ai gusti dei giovani degustatori che visitano la Cantina Ceste.
Così sono nati due spumanti ed il Moscato d’Asti, sempre presente nelle feste.
L'attuale proprietario, l'innovazione di
Pierguido Ceste
In qualità di fondatore dell’Associazione PIWI PIEMONTE e prima azienda vinicola a produrre vini piwi, l’innovazione ha garantito alla famiglia la qualità e la competitività dei propri vini.
I vini PIWI rappresentano la nostra visione di un futuro più sostenibile
Vitigni resistenti, meno trattamenti, più rispetto per la terra – senza rinunciare alla qualità e all’identità del Piemonte.
